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OggiScienza

La ricerca e i suoi protagonisti

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  • Stress e decisioni rischiose
    SCOPERTE – Vivere una condizione di stress prolungato potrebbe spingerci a rischiare di più. Lo afferma un gruppo di ricercatori del Massachusetts Institute of Technology in un articolo pubblicato sulla rivista Cell. I neuroscienziati hanno condotto una serie di studi sui topi e hanno evidenziato come gli animali più stressati fossero inclini a scegliere situazioni rischiose, che però potevano offire maggiori vantaggi. I ricercatori hanno ipotizzato che questo processo decisionale potesse essere collegato a uno specifico circuito cerebrale: modificando alcune di queste connessioni nei topi, è stato possibile ripristinare le funzioni danneggiate. Il gruppo di ricerca guidato da Ann Graybiel già nel 2015 aveva identificato alcuni neuroni coinvolti nei processi decisionali che riguardano l’analisi costi-benefici. Questo circuito neuronale parte dalla corteccia prefrontale mediale – la regione cerebrale responsabile del controllo dell’umore – e raggiunge un gruppo di neuroni detti striosomi che si trovano nel nucleo striato, la parte del cervello associata alla formazione delle abitudini, alla motivazione e ai meccanismi legati alla ricompensa. Nello studio, i topi si trovavano all’interno di un labirinto e potevano scegliere tra due alternative: in un lato, illuminato con una luce luminosa, avevano a disposizione latte con alta concentrazione di cioccolato; nell’altro lato, in cui la [...]

  • In Tasmania istantanee di vita dal passato
    SCOPERTE – A volte nuove scoperte portano alla ribalta vecchi organismi. In alcuni casi quello che si scopre era del tutto inatteso, come è accaduto di recente in Tasmania, dove un gruppo di ricercatori locali ha messo in luce una formazione di stromatoliti, attive e vitali, in un habitat che nessuno mai aveva sospettato che potesse accoglierle. La scoperta è descritta dagli autori, ricercatori del Department of Primary Industries, Parks, Water & Environment (DPIPWE) e della University of Tasmania, sulla rivista Scientific Reports. Se vi chiedete cosa siano le stromatoliti, proviamo a tornare con la mente alla giovane Terra in cui la vita muoveva i primi passi. I mari erano senza vita e l’aria irrespirabile, quando cominciarono ad apparire le prime strutture prodotte da un organismo vivente, le stromatoliti appunto. Si tratta di strutture sedimentarie calcaree, costituite da strati laminari sovrapposti, che possono raggiungere anche qualche metro di altezza. I loro architetti e costruttori sono però organismi invisibili all’occhio umano, appartenenti soprattutto al gruppo dei cianobatteri, microrganismi che fanno la fotosintesi, esattamente come le piante. Furono loro, con ogni probabilità, a riempire di ossigeno l’atmosfera del pianeta, e poco più di un anno fa uscì la notizia della scoperta di [...]

  • Scienza a teatro. La stagione 2017/18 del CSS Teatro stabile dell’innovazione FVG
    CULTURA – È stata da poco presentata la nuova stagione del CSS Teatro stabile di innovazione del Friuli Venezia Giulia. “Forgot Password?” è il titolo della stagione 2017/2018, un nome che racchiude il tema che fa da filo conduttore tra i vari spettacoli che andranno in scena: le identità complesse, l’incontro tra intelligenza artificiale, identità biologica, avatar e alias digitali. Oggi l’idea di identità si espande e le sue forme univoche lasciano lo spazio a una moltitudine di possibilità, direzioni e dimensioni. È in questo contesto che emergono stili di vita nuovi, professioni inedite, rinnovate forme di partecipazione alla vita pubblica. Il mondo appare con tante chiavi di accesso, una collezione di password. Grazie a questa chiave di lettura della complessità in cui siamo immersi, la stagione teatrale 2017/2018 rinnova il rapporto tra scienza e teatro, un legame già di per sé molto stretto secondo Alberto Bevilacqua, presidente del CSS Teatro stabile. “Il teatro sopravvive ai cambiamenti sociali e tecnologici grazie alla sua natura onnivora. Esso trova la sua ragion d’essere nella contemporaneità e per questo motivo chi si occupa di teatro contemporaneo non può non relazionarsi alla scienza. Il teatro assorbe scienza e tecnologia non solo per farne un [...]

  • Un serpente cosmico per svelare le lontanissime galassie
    SCOPERTE – Una galassia lontana, dalla forma allungata e deformata che ricorda quella di un serpente, ci svela qualcosa in più sulla formazione stellare nell’universo primordiale. La galassia si trova a 6 miliardi di anni luce da noi e solo grazie a una potente lente gravitazionale gli scienziati dell’Università di Ginevra sono riusciti a osservare questo serpente “cosmico”, che è lontano non solo nello spazio, ma anche nel tempo. Gli scienziati del gruppo internazionale, che ha visto l’Università di Ginevra collaborare con quella di Zurigo, hanno osservato discrepanze tra la formazione stellare nelle galassie lontane e nelle omologhe locali, e quindi più giovani, facendo un passo avanti nella comprensione dei meccanismi fondamentali che regolano le incubatrici stellari. Tutto parte da una domanda che ha scatenato un dibattito tra astronomi e astrofisici: la formazione stellare nelle galassie dell’universo primordiale segue le stesse leggi delle galassie odierne e le stesse condizioni fisiche? Il telescopio spaziale Hubble della NASA è andato a caccia di galassie ad alto redshift, cioè che si stanno allontanando dal punto di vista dell’osservatore, e che quindi ci mostrano oggetti molto lontani da noi sia nel tempo sia nello spazio. Un modo per osservare l’universo quando era molto più giovane [...]

  • Il DNA sintetico che cresce autonomamente e si auto-assembla
    SCOPERTE – Arrivano novità interessanti dal settore più futuristico della robotica molecolare. Ingegneri del Wyss Institute for Biologically Inspired Engineering presso la Harvard University hanno progettato sequenze di DNA sintetiche in grado di crescere in modo autonomo e di auto-assemblarsi. Le molecole sono in grado di costituire strutture capaci di percepire, amplificare, registrare o valutare logicamente i segnali ambientali. Le sequenze nucleotidiche progettate dal gruppo guidato da Peng Yin potranno costituire la base per una nuova generazione di dispositivi molecolari programmabili. Le strutture sperimentali sono descritte sulle pagine di Nature Chemistry. Il lavoro è solo l’ultimo prodotto di un filone di ricerca bioingegneristico in forte sviluppo negli ultimi anni, che sta portando a rivalutare il DNA quale materiale “intelligente” e stabile di auto-assemblaggio per costruire nanostrutture e dispositivi molecolari con elevata sensibilità all’ambiente circostante. Capaci per esempio di rilevare infiammazioni nel corpo o tossine nell’ambiente esterno. Tuttavia, finora i ricercatori non potevano fare affidamento su tecnologie in grado di favorire l’accrescimento autonomo di lunghi filamenti singoli di DNA e la loro connessione in modo da poter dare forma a strutture complesse e dispositivi con funzionalità sofisticate. La ricerca di Yin permette di fare fronte a questo problema fornendo soluzioni pratiche [...]

  • Tundra e dintorni: il cambiamento climatico per 4 animali iconici
    SPECIALE NOVEMBRE – La tundra è uno dei biomi più freddi e inospitali del pianeta. Poche precipitazioni, estati brevi e basse temperature hanno guidato gli adattamenti delle specie che la abitano: le piante crescono nelle zone più riparate dai forti venti, gli animali si nutrono di piccoli arbusti e spesso hanno pelliccia e forma del corpo tali da fare da barriera contro il clima rigido. Ma negli ultimi decenni le temperature sono andate aumentando e il riscaldamento globale non ha lasciato intatto alcun ambiente. Nemmeno questi freddi e isolati paradisi. Le estati durano più a lungo e aree normalmente coperte di ghiaccio negli ultimi mesi dell’anno sono invece sgombre, popolate da orsi che come fantasmi vagano alla ricerca di un pasto alternativo, costretti a farsi più onnivori come i loro parenti dei climi meno freddi. Oltre a questi famosi plantigradi abbiamo scelto altre tre specie che, nel bene o nel male, stanno cambiando vita mentre il pianeta si fa più caldo. L’alce Con due metri di altezza per svariati quintali, le varie specie di alce che popolano il pianeta sono i più grandi cervidi noti. I loro maestosi palchi di corna sono del tutto diversi da quelli di specie imparentate [...]

  • Geostorm e una guida semiseria al film catastrofico
    STRANIMONDI – Prima di parlare di Geostorm, nuovo episodio del genere catastrofico-fantascientifico di Hollywood, una piccola premessa. Questo genere negli anni Novanta ha prodotto film che, pur non essendo dei capolavori d’autore, hanno però a modo loro segnato un’epoca: su tutti, Indipendence Day e Armageddon. Cast con stelle del cinema al culmine della fama (fra gli altri, Will Smith e Jeff Goldblum per il primo, Bruce Willis, Liv Tyler e Ben Affleck per il secondo), budget altissimi, grandi effetti speciali e registi specializzati nel genere (rispettivamente Roland Emmerich e Michael Bay). Passano gli anni e passano i colossal: ne citiamo alcuni come Godzilla, The Day After Tomorrow, 2012, anche il deludente sequel di Indipendence Day del 2016. Lo schema, il linguaggio, i personaggi e gli intrecci del cinema fantascientifico-muscolare di Hollywood non cambiano mai. Anche film come Avatar e Interstellar,  che magari non appartengono in senso stretto al genere, per certe caratteristiche ne sono debitori. Geostorm è quindi l’ultimo prodotto hollywoodiano di questa dinastia fantascientifico-catastrofista. Se fossimo in ambito musicale, parleremmo dell’ennesimo disco musicale di un cantante che ogni due-tre anni se ne torna sulla scena costruendo le canzoni con lo stesso stile e gli stessi accordi di sempre. Ovviamente ciò non significa che le canzoni saranno [...]

  • Si può svelare la personalità di chi soffre di ADHD tramite i social media
    SCOPERTE – Twitto, dunque sono: secondo i ricercatori Sharath Chandra Guntuku e Lyle Ungar della University of Pennsylvania, riguardo a chi soffre di disturbo da deficit di attenzione e iperattività (ADHD) dicono più i social media delle sessioni di 30 o 60 minuti con il medico specialista. Nel loro articolo, pubblicato su Journal of Attention Disorders, riportano come le persone con ADHD su Twitter postino più spesso e usando più negazioni e imprecazioni. I tweet sono legati alla mancanza di concentrazione, all’autocontrollo, a intenzioni e insuccessi, così come a espressioni di esaurimento mentale, fisico ed emotivo. Un modello di apprendimento automatico può prevedere quali di questi utenti soffrono di ADHD tramite controlli a campione, con un’accuratezza significativa. Chi soffre di ADHD ha più sbalzi di umore e tende a essere più negativo, oltre ad avere difficoltà di autocontrollo. È la presenza di un feedback immediato a spingere queste persone a postare: il tweet giusto, o con un buon tempismo, può portare a una risposta positiva nel giro di pochi minuti. Per cercare di capire di cosa parlano le persone con ADHD, i ricercatori hanno analizzato 1,3 milioni di tweet, disponibili online, scritti da 1399 utenti che avevano autodichiarato una diagnosi di [...]

  • Casa che vai, insetti (e ragni) che trovi
    ANIMALI – Manca poco all’inverno, le temperature si stanno abbassando e in molte case si consuma un piccolo dramma: tra le mura domestiche notiamo molti più ragni del solito. C’è chi vorrebbe risolvere la questione con un colpo di giornale e chi non considera un problema i piccoli ospiti, o al massimo li porta fuori. Non si tratta di ragni che “cercano riparo dal freddo” come molti pensano: probabilmente sono sempre stati lì nascosti dietro i mobili, anche se si fanno vedere ora mentre escono alla ricerca di un compagno o di una compagna. Quel che è certo, però, è che si tratta di uno di quei periodi dell’anno nei quali ci interroghiamo sui nostri coinquilini a sei o otto zampe. Partendo dal presupposto che costruiamo ripari da almeno 20 000 anni, questa convivenza non è certo cosa recente. Ma gli scienziati volevano saperne di più e ora stanno studiando come le caratteristiche delle nostre case influenzino le specie che attiriamo. Che si tratti di quanto siamo ordinati e puliti oppure poco attenti all’igiene, del numero di finestre o di quello dei piani, nulla è lasciato al caso e ogni aspetto ha un peso sull’attirare bestioline. Secondo il gruppo di [...]

  • La barriera che “ferma” i pensieri sgraditi
    SCOPERTE – A volte capita che un ricordo sgradito o doloroso, o una preoccupazione insistente, si insinuano nei nostri pensieri in modo pressoché inconscio, e senza che possiamo in alcun modo porvi rimedio. La situazione è di per sé sgradevole, riportandoci in un battere di ciglia all’evento spiacevole collegato al ricordo, o alla causa primaria della preoccupazione, ma sarebbe decisamente peggiore se nel nostro cervello non esistesse una sorta di barriera selettiva in grado di bloccare sul nascere la maggior parte dei pensieri sgraditi. “La nostra abilità di controllare i pensieri sgraditi è fondamentale per il nostro benessere- spiega il Professor Anderson, dell’Università di Cambridge- quando questa capacità è compromessa, infatti, si originano alcuni dei sintomi più debilitanti comunemente associati alle patologie psichiatriche”. Allucinazioni, ricordi invasivi, preoccupazione e ansia patologiche, incontrollate e continue sono solo alcuni esempi degli effetti devastanti di questo mancato controllo, che sono ben manifeste in disturbi della sfera comportamentale quale la sindrome da stress post-traumatico, la schizofrenia e la depressione. Da queste considerazioni emerge l’importanza – per la ricerca di base ma anche, e soprattutto, per le possibili implicazioni cliniche – di capire quale regione cerebrale fosse coinvolta in questo processo cruciale. Da diversi anni si [...]

  • L’altruismo dei bonobo
    ANIMALI-  È più probabile che l’impulso di essere gentili con gli sconosciuti si evolva in specie per le quali i benefici che ne risultano superano i costi. Se ci fossero i baci Perugina dell’evoluzione sarebbe una frase perfetta da scrivere su un bigliettino, ma è in realtà la conclusione di un recente studio sui bonobo condotto al santuario Lola ya, in Congo, e pubblicato su Nature Scientific Reports: gli scienziati hanno dimostrato che gli scimpanzé pigmei aiutano i conspecifici a ottenere del cibo, anche quando non viene loro chiesto aiuto, non li conoscono né ne ricavano qualcosa. Cedere il posto in fila al supermercato a chi ha solo un litro di latte, tenere la porta a un collega dietro di noi, raccogliere un oggetto caduto dal banco del nostro vicino. Sono tutte gentilezze che riserviamo ogni giorno a chi ci sta intorno, al punto che le diamo sì per scontate, ma probabilmente siamo anche convinti siano qualcosa di prettamente umano. Dopotutto perché gli animali, che immaginiamo spesso come guidati dal solo istinto e dalla necessità di perpetrare i propri geni, dovrebbero fare qualcosa di simile? I bonobo, per descriverli con le parole del primatologo Frans De Waal, vivono in una [...]

  • L’ottimismo razionale del visconte Ridley
    IL PARCO DELLE BUFALE – Tra pochi giorni l’Autorità europea per la sicurezza alimentare (EFSA) pubblicherà l’ennesima valutazione delle ricerche riguardanti gli effetti dei neo-nicotinoidi sulle api e altri insetti impollinatori. Sono gli insetticidi più diffusi non solo in caso di infestazione, ma anche per trattamenti preventivi, inutili o sostituibili con la normale lotta biointegrata. Entro fine dicembre i ministri dei paesi membri dell’Unione Europea decideranno se bandirli del tutto, o proseguire con moratorie parziali e relative deroghe. In Francia è in vigore una “sospensione” dal 1994, imitata via via in altri paesi dopo le proteste degli apicoltori locali. In Italia per esempio, una moratoria parziale per quattro di essi è rinnovata dal 2009. Finora ogni tentativo di bandirli in tutta l’Unione è stato ostacolato dai due principali produttori, Bayer e Syngenta, dal veto della Polonia e della Gran Bretagna, anche se nessuno è riuscito a trovare effetti positivi per gli impollinatori o una maggior resa delle piante trattate o da semi conciati con i neo-nicotinoidi. A sorpresa la settimana scorsa, il segretario britannico per l’ambiente Michael Gove, un leader della campagna per la Brexit, ha annunciato che il proprio paese voterà a favore di un bando totale perché “l’evidenza scientifica [...]

  • Api robotiche e microrazzi
    TECNOLOGIA – Ormai chi si stupisce più di veder volare un drone che scatta fotografie durante un evento sportivo, un congresso o una cerimonia? Ora immaginate un drone molto più piccolo e leggero, delle dimensioni di un polpastrello, che sbatte le ali e le usa per muoversi sia in aria che in acqua. I ricercatori di Harvard la chiamano RoboBee, ape robotica. Un microrobot di ultima concezione ispirato al mondo degli insetti: non solo vola ma sa anche nuotare, e quando è immerso in acqua sa spiccare il volo per uscirne, con quelle che erano delle pinne e diventano ali. Qualcosa di impensabile per le api in natura, che la scienza ha fatto diventare realtà. Le api robotiche sono allo studio già da alcuni anni presso il Wyss Institute dell’Università di Harvard, e i ricercatori ci avevano già sorpreso con una RoboBee che riesce a volare, aderisce alle superfici, si immerge in acqua. Ora RoboBee è diventata del tutto ibrida: vola, si immerge, nuota… per poi spingersi di nuovo fuori dall’acqua grazie a un vero e proprio propulsore, e atterrare. La nuova RoboBee è mille volte più leggera degli altri microrobot studiati, e potrà essere utilizzata per operazioni di ricerca [...]

  • Particelle viventi e proprietà emergenti
    TECNOLOGIA – Animare dei materiali inerti, realizzando dei simulacri di creature viventi, è una fantasia umana assai antica, a partire dal mito di Prometeo, passando per il Golem ebraico, fino ad arrivare a Frankenstein di Mary Shelley. Tuttavia, almeno finora, a parte le creazioni letterarie o fantascientifiche, questo obiettivo è sempre stato considerato poco realistico. Questo perchè non si consideravano le fantastiche proprietà che alcuni materiali, in opportune condizioni ambientali e sotto l’azione di stimoli appropriati, sono in grado di manifestare in modo del tutto inatteso. Ne sa qualcosa una equipe di studiosi dell’Università di Emory, Atlanta, che ha di recente pubblicato sulla rivista Physical Review Letters alcuni risultati a dir poco sorprendenti. L’articolo, dal titolo “Emergent Bistability and Switching in a Nonequilibrium Crystal”, tratta appunto di una cosiddetta proprietà emergente indotta in particelle di materiale plastico, consistente in un equilibrio giocato tra due differenti stati di aggregazione, ossia fluido e solido-cristallino. Di che cosa si parla esattamente? Un comportamento emergente, o proprietà emergente, nasce dall’interazione tra un elevato numero di agenti, caratterizzati da una struttura elementare, che cominciano a manifestare, quando organizzati in una collettività, dei comportamenti più complessi di quelli che si potevano evincere a partire dalle caratteristica [...]

  • Le potenti eruzioni “fredde” dei super vulcani
    SCOPERTE – Cosa caratterizza una super eruzione vulcanica e quali sono i suoi segnali? A questa domanda hanno tentato di rispondere i geoscienziati della University of Wisconsin-Madison analizzando la super eruzione del vulcano situato nella Long Valley, in California, avvenuta circa 765mila anni fa. Studiando le formazioni rocciose della zona, gli scienziati hanno scoperto che l’eruzione ha emesso in una settimana oltre 760 chilometri cubi di lava e ceneri, un vero e proprio cataclisma vulcanico che ha ricoperto il cielo estendendosi per la metà del nord America e ha causato un raffreddamento del pianeta. Se fino ad oggi i geologi ipotizzavano che, dietro a una violentissima esplosione come quella che ha formato la caldera Long Valley, ci fosse un deposito magmatico incandescente, la datazione dei cristalli della Bishop Tuff, una formazione di tufo situata nella caldera, ha dimostrato che il deposito di magma era ben più freddo di quanto atteso, proprio prima della super eruzione vulcanica. Una scoperta inattesa da parte del team guidato da Nathan Andersen e che potrebbe aiutare a capire quali sono le condizioni che portano a queste violente eruzioni. Lo studio, pubblicato sulla rivista Proceedings of the National Academy of Sciences (PNAS), mostra come la roccia fusa [...]

  • Il cervello nelle sfide
    SCOPERTE – Quando affrontiamo una situazione impegnativa abbiamo più difficoltà a capire dove siamo e cosa sta succedendo intorno a noi. Secondo uno studio pubblicato su Frontiers in Behavioral Neuroscience, infatti, lo stress induce un cambiamento nel modo in cui processiamo le informazioni. Ricerche precedenti avevano dimostrato che nei ricordi a lungo termine elaborati in situazioni di stress mancano i dettagli che vengono registrati dall’ippocampo (quindi per esempio informazioni legate alla memoria spaziale e alla navigazione). Questi particolari legati al contesto sono importanti per un corretto orientamento nel tempo e nello spazio: non riuscire ad acquisirli ha delle conseguenze sia sulla capacità di prendere decisioni sia sulla formazione dei ricordi. Il gruppo di ricerca dell’università di Innsbruck si è quindi chiesto se queste situazioni di sfida abbiano anche effetti a breve termine e se, nel caso di esperienze positive e negative, le conseguenze siano diverse. Nel corso dell’esperimento, i partecipanti hanno guardato una serie di video, che vengono utilizzati normalmente nelle ricerche che studiano le reazioni allo stress. I video erano di tre tipi: una clip in cui era presente una scena violenta (percepita come negativa), una clip che conteneva una scena di sesso (percepita come positiva) e una clip [...]

  • Sconosciuto come un Nobel qualunque
    LIBRI – Alzi la mano chi ha sentito parlare di Joachim Frank. E anche chi saprebbe dare un volto a Kip Thorne. E chi riconosce il cowboy in questa fotografia? Indizio: sono tre premi Nobel. Di più, sono tre premi Nobel 2017. Sono passate ormai cinque settimane dall’annuncio e per molti è difficile ricordare sia i nomi dei vincitori sia gli ambiti delle loro ricerche. Forse perché il premio Nobel ha perso il suo fascino di premio scientifico, oppure perché il pubblico è attirato solo quando a essere premiato è un proprio connazionale. Oppure ancora per le polemiche che ogni anno accompagnano questa o quella decisione del comitato dei Nobel. Su tutti questi aspetti riflette il libro di Massimiano Bucchi, Come vincere un Nobel, edito da Einaudi (248 pagine). Il saggio racconta tante curiosità sul premio, istituito all’inizio del Novecento per volontà di Alfred Nobel. Questi è un chimico di origini russe che si è arricchito grazie agli esplosivi: prima produce la nitroglicerina, quindi la combina in una nuova miscela e dà vita alla dinamite, una sostanza molto utile in guerra, ma anche per demolire rocce e palazzi. Alfred è un uomo di successo, ma nel 1888 avviene la svolta: [...]

  • Se ci facciamo male nelle ore diurne la guarigione è del 60% più veloce
    SCOPERTE – Vi è mai capitato di mettervi a fare qualcosa di notte, mezzi addormentati e poco reattivi, e pentirvene nel momento in cui vi siete fatti male inciampando su qualcosa? Che si tratti di mignoli sugli spigoli o di tagli tastando nel buio alla cieca alla ricerca delle chiavi, c’è una cattiva notizia: tutte le ferite che ci facciamo nelle ore notturne guariscono circa il 60% più lentamente. Sì, sarebbe stata un’idea migliore rinunciare allo spuntino notturno e a qualsiasi altra attività, rimandando fino alla mattina. Secondo gli scienziati di Cambridge, i responsabili sono gli stessi che poco tempo fa abbiamo visto guadagnarsi il premio Nobel: i ritmi circadiani. Durante il giorno quello che è più famoso come “orologio biologico” ottimizza la guarigione, regolando l’attività delle cellule della pelle. Si tratta dell’ennesimo processo nel quale entra in gioco, perché regola letteralmente ogni nostra attività: anticipa e adatta la nostra fisiologia alle diverse fasi della giornata, influenzando così le ore di sonno e quelle di veglia, la produzione e il rilascio di ormoni, la temperatura del nostro corpo, la pressione sanguigna e molto altro. Quando lo sfasamento tra la vita che conduciamo e i ritmi circadiani è troppo forte, a [...]

  • Marie Maynard Daly, la prima donna afroamericana a ottenere un dottorato in chimica
    IPAZIA – La storia delle lotte e delle conquiste degli afroamericani è costellata di gesti fortemente simbolici: Rosa Parks che nel 1955 rifiuta di cedere il posto sull’autobus a un passeggero bianco; il celebre “I have a dream” di Martin Luther King durante la marcia su Washington, nel 1963; il pugno alzato di Tommie Smith e John Carlos alle Olimpiadi di Città del Messico del 1968. Altri eventi non hanno lasciato  una traccia altrettanto forte nell’immaginario collettivo, ma sono stati egualmente importanti. E meritano di essere ricordati. Superando il doppio ostacolo della discriminazione razziale e di genere, nel 1947 Mary Maynard Daly è stata la prima donna afroamericana a ottenere un dottorato in chimica. Un grande traguardo, raggiunto anni prima del rifiuto di Rosa Parks, della marcia di Martin Luther King e del pugno alzato di Smith e Carlos. Donna appassionata e volitiva, Daly ha condotto importanti studi sul colesterolo e ricerche pionieristiche sul legame tra ipertensione e patologie cardiache, lavorando per anni allo sviluppo di programmi per agevolare l’accesso delle donne afroamericane alle facoltà scientifiche. Nata nel 1921 a New York, nel popoloso distretto del Queens, Mary Maynard Daly cresce in un ambiente familiare ricco di stimoli culturali. Suo [...]

  • Un social network per smettere di fumare
    COSTUME E SOCIETÀ – Per chi decide di smettere di fumare è fondamentale ricevere il sostegno della rete sociale: non solo offline ma anche online. Lo afferma uno studio pubblicato sulla rivista PLOS ONE condotto dai ricercatori dell’Università dell’Iowa, in collaborazione con la Truth Initiative, un’organizzazione non profit anti tabacco. La ricerca ha coinvolto 2600 fumatori che hanno partecipato alla comunità di BecomeAnEX.org, un programma online sviluppato in collaborazione con la Mayo Clinic. Il sito di BecomeAnEX comprende una sezione che consente di pianificare la propria strategia per smettere di fumare, fornisce strumenti e guide interattive per accompagnare l’utente durante il percorso, offre consigli elaborati dagli esperti della Mayo Clinic, e, soprattutto, permette ai membri di condividere informazioni e supporto attraverso blog, forum e messaggi. Da quando è nato nel 2008, più di 800 000 utenti si sono registrati al sito, che oggi può contare su un nucleo molto attivo di ex-fumatori. Nello studio pubblicato su PLOS ONE i ricercatori hanno costruito una rete sociale su larga scala a partire dall’analisi del clickstream, cioè della sequenza dei click eseguiti dai 2600 utenti. Come spiega in un comunicato Kang Zhao dell’Università dell’Iowa, autore della ricerca, i risultati hanno mostrato come le [...]

  • Le radici sociali e culturali del cervello dei cetacei
    ANIMALI – Il mondo terrestre e quello marino sono agli antipodi: l’uno è condizionato fortemente dalla gravità, l’altro dalla scarsità di punti di riferimento. Se sulla terraferma il massimo grado delle capacità cognitive è stato raggiunto dagli esseri umani, negli oceani sono i cetacei a troneggiare. Certo è che si tratta di forme di vita completamente diverse, imparentate solo alla lontana e con cammini evolutivi distinti. Eppure, in comune c’è tanto, a cominciare proprio dalle funzionalità del cervello, alla base di comportamenti sociali paragonabili, come spiega su Nature Ecology & Evolution un gruppo internazionale di ricercatori guidato da Susanne Shultz, biologa evoluzionista presso la Scuola di Scienze della Terra e Ambientali dell’Università di Manchester. I ricercatori hanno compilato una lista dei comportamenti osservati in 90 specie di cetacei, che coinvolgono attività sociali e capacità comunicative, mettendo in evidenza una correlazione diretta con le dimensioni del cervello. Nei gruppi con cervelli più grandi, cioè, sono presenti comportamenti più complessi rispetto a quelli con cervelli di dimensioni minori. Delfini, balene e focene si chiamano per nome, educano i piccoli, creano rapporti matriarcali, organizzano battute di caccia di gruppo, provano empatia e non si lasciano nemmeno mancare i “pettegolezzi”. Le loro abitudini sociali [...]

  • Il ritorno di Eymerich e la teoria degli psitroni
    STRANIMONDI – Stiamo parlando di Nicolas Eymerich, l’inquisitore catalano protagonista di una serie di romanzi e di racconti di grande successo, firmati dallo scrittore bolognese Valerio Evangelisti. L’ultimo romanzo della serie, Rex tremendae maiestatis (2010), si chiudeva proprio con la morte dell’inquisitore, avvenuta il 4 gennaio del 1399. Ma quest’anno Mondadori ha pubblicato un nuovo capitolo della saga, Eymerich risorge. Titolo in parte ingannevole, poiché Eymerich non ritorna dalla morte: l’avventura è infatti ambientata nel 1374 ed è quindi precedente alla sua dipartita. Il tema della risurrezione è comunque centrale nel romanzo, e riprende molti fili narrativi tesi dallo scrittore bolognese nei libri precedenti. Prolifico autore italiano, sia di romanzi sia di saggi, da sempre interessato alle contaminazioni fra generi diversi e all’uso della narrativa come strumento di riflessione sulla società, Evangelisti creò il personaggio di Eymerich ispirandosi al suo omonimo, teologo domenicano e inquisitore generale del Regno di Aragona del XIV secolo. Fra il 1994 e il 2010, l’Eymerich letterario ha affrontato eretici e indagato su fenomeni occulti, sostenuto da un’intelligenza affilata, da un’incrollabile fede nella Chiesa e da una determinazione non di rado sfociata nella crudeltà. Un vero e proprio antieroe, inflessibile nel punire i nemici della cristianità, [...]

  • Una nuova tecnica di caccia per le balenottere
    ANIMALI – Se volessimo definire il concetto di “cultura” potremmo dire che è l’insieme di conoscenze, tradizioni, opinioni che caratterizzano un gruppo di persone e che vengono continuamente trasmesse rendendolo diverso dagli altri. Fino a pochi decenni fa parlare di cultura al di fuori della nostra specie, intesa come la possibilità degli individui di apprendere gli uni dagli altri abitudini tali da creare una diversità comportamentale tra i gruppi, avrebbe scatenato un certo scetticismo. La cultura era qualcosa di prettamente umano, un aspetto unico della nostra specie che non eravamo pronti a condividere. Un ponte tra noi e gli animali è arrivato dagli studi sui cetacei, quando di fronte a vari comportamenti, osservati dall’oggi al domani e solo in precise popolazioni, gli scienziati hanno deciso di vederci chiaro. Nel 1980 sono state le megattere (Megaptera novaeangliae) a dare lo spunto a questo filone di ricerca. Un gruppo di ricercatori le stava osservando cacciare e si aspettava di assistere a una bubble net, una tecnica ormai ben nota nella quale i grossi cetacei intrappolano i pesci in una rete di bolle, per mangiarli. Ma sono rimasti sorpresi quando, prima di creare la rete di bolle, le megattere hanno dato un colpo [...]

  • La favola etico-quantistica della piramide Lemuriana
    IL PARCO DELLE BUFALE – Ai 40 o 88 mila fedeli che gli donano un euro/mese più un obolo ogni tanto, l’imprenditore Pasqualino Maurizio Sarlo di Treviso ora residente in Ticino e titolare del COmitato Etico per un Mondo Migliore, vende dal 2015 una “Favola etica”: la promessa di versare a ciascuno di loro 3000 euro/mese nel 2016, poi dimezzati e rinviati al 2017 e ora al 2018. Televisioni, quotidiani e denunce alle Procure hanno svelato una finanza creativa, ma non le imprese che rendono 1500 volte il capitale elargito loro dalla presidente Maura Luperto Responsabile servizio di alcologia ospedale di Padova nel decennio ’90/2000. Collaborazione con l’istituto Riza di medicina psicosomatica di Milano. Consulente tecnico del tribunale di Padova dal fondatore Sarlo che Per oltre 31 anni, formato dai maggiori saperi del nostro tempo, ha lavorato al Progetto “Mondo Migliore” di cui COEMM International ne è espressione concreta. Siede presso il Senato Accademico dell’Università Popolare degli Studi di Milano e dal vice-presidente Alessandro Bacchin. La suddetta Università vende per 4.900 euro/anno lauree contestate dal MIUR e non ha un Senato Accademico, comunque “cambia il mondo in meglio”. Al pari della gestione aziendale e della poltrona accademica, le consulenze in tribunale offrono l’occasione di incontrare alcuni Re Mida, [...]

  • Proxima Centauri, polvere fredda nella stella più vicina e…pianeti?
    SCOPERTE – Un sistema planetario complesso potrebbe trovarsi molto più vicino a noi di quanto ipotizzato. Le nuove osservazioni del telescopio Atacama Large Millimeter/submillimeter Array (ALMA) hanno evidenziato fasce di polvere fredda intorno a Proxima Centauri, la stella più vicina alla Terra. Secondo il team guidato da Guillem Anglada, ricercatore dell’Instituto de Astrofísica de Andalucía in Spagna e autore dello studio pubblicato sulla rivista Astrophysical Journal Letters, due fasce di polvere potrebbero indicare proprio la presenza di un sistema planetario formato da diversi corpi celesti, analogo dunque al nostro sistema solare, e non dal solitario pianeta Proxima b scoperto nel 2016. Proxima Centauri fa parte del sistema stellare Alfa Centauri che si trova ad appena 4 anni luce dal pianeta Terra nella costellazione del Centauro. La stella, una delle tre che compone il sistema stellare, è una nana rossa fredda e debole circondata da una nube di polveri fredde che ha stupito gli astronomi. Le fasce di polvere fredda, infatti, ricordano la Fascia di Kuiper al di fuori del sistema solare, con temperature che raggiungono i meno 230 gradi Celsius e sono composte da particelle di roccia e ghiaccio le cui dimensioni vanno da quelle di un granello di polvere, [...]

  • I cavalli leggono il nostro linguaggio del corpo
    ANIMALI – Quando si tratta di cani e gatti, con i nostri animali comunichiamo moltissimo. Parliamo loro come fossero persone, interpretiamo in modo più o meno fantasioso i loro comportamenti e stiamo in genere molto attenti a come si rapportano con noi: come ci guardano, come muovono coda e orecchie, come reagiscono ai nostri movimenti. Ma facciamo lo stesso con i cavalli? Non serve scomodare le ricerche degli ultimi anni per capire che i cavalli sono molto attenti a come ci muoviamo e alle posizioni che assumiamo con il corpo: all’inizio del Novecento Kluger Hans (“Hans l’intelligente”) ne ha dato una dimostrazione più che esaustiva. Hans era un cavallo da trotto di origine russa ed è diventato famoso in tutta Europa perché – o almeno così diceva il suo padrone Wilhelm von Osten – sapeva contare, ma anche capire il tedesco e leggere le partiture musicali. Alle domande rispondeva battendo lo zoccolo a terra il numero di volte richiesto. E ci azzeccava. Lo psicologo Otto Pfungst, tuttavia, non era affatto convinto. E volle vederci chiaro. Impostò una serie di esperimenti e scoprì che Hans non era un cavallo matematico né un abile linguista, ma aveva un’altra sorprendente capacità: leggeva i [...]

  • Dai polpi il materiale che cambia forma
    RICERCA – La classe dei cefalopodi è uno dei gruppi animali di eccellenza nell’ispirare nuove tecnologie applicative sulla base della loro unica biologia e anatomia. L’ultimo ritrovato è un prototipo di un materiale elastico in grado di riprodurre con una fedeltà inedita le loro incredibili capacità mimetiche. Polpi e seppie sono infatti in grado di imitare non solo il colore degli sfondi naturali in cui si trovano a nascondersi, ma persino la ‘texture’ delle strutture con cui entrano in contatto. Prendendo ispirazione da questa particolare facoltà, un gruppo di ricerca della Cornell University guidato da James Pikul e Robert Shepherd è riuscito a realizzare un tessuto elastico in grado proprio di modificare la trama tridimensionale in modo programmabile. La descrizione del nuovo ritrovato è pubblicata sulle pagine di Science. Quando un polpo intende nascondersi alla vista di prede o predatori, mette in moto speciali microstrutture chiamate papille, strutture muscolari che questi animali sono in grado di estroflettere a piacimento, a differenza degli altri organismi. Le papille sono un esempio di idrostato muscolare, strutture costituite cioè da tessuto muscolare senza alcun supporto scheletrico, in modo analogo alla lingua dei vertebrati. Le papille sono comuni in molti animali, ma solo i cefalopodi [...]

  • Piccoli freni cellulari per le crisi epilettiche
    RICERCANDO ALL’ESTERO – L’epilessia è una condizione cronica caratterizzata da improvvise convulsioni dovute ad alterazioni dell’attività elettrica nel cervello. Rappresenta il quarto disturbo neurologico più comune: ci sono circa 50 milioni di epilettici in tutto il mondo e una persona su 100 può avere una crisi convulsiva, pur non essendo affetta da epilessia. L’epilessia colpisce persone di ogni età, anche se con forme molto diverse tra loro. Federica Bertaso si occupa degli aspetti biologici e molecolari di questa malattia presso il Dipartimento di neurobiologia dell’IGF di Montpellier (Francia): la sua ricerca è mirata a comprenderne i meccanismi patologici e a individuare nuovi bersagli terapeutici. Cosa rende l’epilessia una malattia tanto complessa? Quando pensiamo all’epilessia, abbiamo sempre in mente l’immagine classica di un paziente che cade a terra in preda alle convulsioni: questa è la forma con le manifestazioni più drammatiche ma non è la più diffusa. Di epilessia non ce n’è una sola ma tante, i cui sintomi sono diversi a seconda delle aree del cervello interessate. Si parla di epilessia generalizzata se le crisi coinvolgono tutto il cervello; focale se riguardano piccole aree, con sintomi circoscritti a una sola parte del corpo e accompagnate da perdita di coscienza e [...]

  • Sonno e memoria: svelato il meccanismo del consolidamento
    SCOPERTE – Un’equipe di ricerca della New York University ha dimostrato che è proprio durante il sonno che i nostri ricordi vengono creati e consolidati. Il ruolo dell’ippocampo nel consolidamento delle memorie è da diversi anni assodato per neuroscienziati e clinici: si pensi, per esempio, al caso del “paziente HM” che, operato chirurgicamente per trattare un’epilessia farmaco-resistente, aveva subìto il danneggiamento di questa piccola ma fondamentale struttura del sistema nervoso centrale. Il risultato? Nonostante avesse conservato pressoché intatti i propri ricordi pre-operatori, non riusciva a crearne e consolidarne di nuovi. Nel mosaico della comprensione di tale meccanismo mancava tuttavia il tassello più importante, capire cioè come questo procedimento avviene. Grazie a un sistema all’avanguardia, sviluppato nell’ambito del progetto BRAIN (Brain Research through Advancing  Innovative Neurotechnologies, un’iniziativa del National Health Institute dedicata alla comprensione dei meccanismi che governano il nostro cervello), i ricercatori hanno identificato delle scariche di attivazione neurale ad alta frequenza. “Quando abbiamo registrato queste attivazioni per la prima volta credevamo di esserci sbagliati – ammette Dion Khodagholy, primo co-autore dello studio e professore alla Columbia University- perché non erano mai state osservate da nessuno prima d’ora”. Il sistema usato per la registrazione, una sorta di Griglia Neurale, è [...]

  • I misteriosi getti relativistici da Star Wars ai buchi neri
    SCOPERTE – Pensate alla Morte nera del film Star Wars, con i suoi potentissimi getti di energia in grado di distruggere un pianeta. Pensate ora a un buco nero che emette i suoi getti relativistici: questi sono molto più potenti del superlaser della Morte nera e per gli scienziati il loro funzionamento e la loro origine resta un mistero. Quello che a oggi sappiamo di questo fenomeno cosmico si deve a una nuova scoperta del team di ricercatori dell’università di Southampton guidato da Poshak Gandhi, che ha misurato, dopo l’emissione dal buco nero, i potentissimi lampi che si accendono e iniziano a brillare nello spazio. L’origine dei getti relativistici, chiamati così perché si propagano a una velocità prossima a quella della luce, resta ancora un mistero. Una delle teorie astrofisiche più accreditate suggerisce che il plasma si addensi nel disco di accrescimento, cioè nella regione dove si addensa la materia intorno al buco nero in crescita, e che la forza di gravità faccia ruotare e allungare i campi magnetici fino a far letteralmente schizzare due getti di plasma in direzione opposta rispetto all’asse rotazionale del buco nero stesso. Determinare però in quale punto del loro viaggio a velocità relativista i [...]

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